Annalisa Cima
Aegri Somnia
con prefazione di Dario Del Corno e
un'acquaforte di Fabio Zanzotto
impresso dalla Stamperia Valdonega
in 100 copie numerate da 1 a 100
Verona 1989


ad A.C
POETA SÍ


Via la scissione
  del precedente e del conseguente
via la mera astrazione.
Lo scomporre e ricomporre se stessi
forse è già fusione.

Cosí vivo in anteprima
  il germe di un piccolo assoluto.
Sono embrione e seme
vittima e testimone muto.
Poeta: sí. Poeta che vi chiede aiuto.



a P.C.
MANIBUS DATE LILIA PLENIS


Avevi già capito
legando il filo
             
a un discorso sospeso.
Senza legami nel sentire
senza dopo o domani.
Ripeteremo insieme
questo rito, solo per gioire.
E nell'attesa resteranno
intatti i fiori del tuo dire.
Eran parole sicure e brevi,
note che tenesti in serbo
                         solo per quell'ora.




a C.C.
OBLIO


Il gutturale chiamare
è porger mano all'inesaurito.

Al nolens volens
del postulato dove amore
                                    e dolore
sono ampolle al contenere
                                 i tuoi domani.



a L.F.
IMMOBILITA'


Scopo e movente
sono spesso uguali,
principio e fine
son la stessa cosa,
se in noi riposa
un pensiero
                  da pensare.




a F.G.G.
ORE ROTUNDO


Tu puro d'ogni colpa
vieni a me da questo
               mondo d'angosce.

Cerchi certezze alle tempeste
nel rifugio protetto
dalla forza del grande malato.

Fuggono i giorni, la vita,
ma il tempo concederà a te
ciò che mi ha negato.

Non eserciti, né tesori ti lascerò,
ma amici che amino il tuo parlare
da me tanto amato.



a F.G.G.
A LUI


Hai traversato il viale
dell'impallidire verso il mio giardino
intrecciando le anella del mio crine
con fiori, ricordi e forse i tuoi domani.

Ho legato i giorni
intorno a un lume
riscoprendo il nume
che brilla sui diversi piani.

Hai inciso i frutti e bevuto
ai rami che dal fiume
diramano acque lustrali
sorvolando come laridi i mali.

Ho combattuto con fiero crine
disperdendo i dolori in rime
tra il regno dell'oblio
                 del dopo, del domani.

Mentre le stelle segnavano i destini,
come quel giorno quando t'incontrai.
Amantes amentes, ho scritto nella mente
e gli avi e i fati ci furono benigni.



a M.M.
DESIDERIO


Desiderio di essere
in tutto e dappertutto,
quasi che il disnovarsi
                degli eventi
sia congiunto a nuovi
                incantamenti.
E lí, solo nel momento
                dell'attesa
vivi la vita in un frammento
frangia, copula, fusione
con ioni in alternanze
                di vittorie o rese
Consummatum est.




ad E.M.
O QUAM CITO TRANSIT GLORIA MUNDI


Amico mio, la gloria
segue la virtú come un'ombra,
senza mutare abitudini o giorni.
Honos alit artes.
E sognerai queste ore felici.
Poi, tutti andranno via.
La morte tenderà la mano.
No, non potrò rubarti
ciò che non possiedi.
Era già deciso che non fosse tua
la vita, ingannevole e vano dono.
L'accettasti ignaro del filo
                     da mozzare
.



a S.R.M.
LA VITA NON È BREVE


La vita non è breve
se per amici abbiamo
il volo nel sapere
la nostalgia del vero.

E insieme disparire
solo un momento,
per ritornare senza
il tormento della scissione
nell'evento che giustifichi
il vivere, il pensare, e

nell'abbandono del tempo,
nello spazio alternato,
nei sementi di luce,
ritrovare il percorso.




a G.R.
ORAMA


Nell'orama trema l'apparizione
del tempo smarrito.
Ed è l'intraducibile richiamo
tuturiraa
l'equivalente del guardar lontano.




a L.R.S.
AI VASI VUOTI


Vasa vacua sunt bene sonantia
e vanno innanzi con trionfi e fiori
vasi dai facili onori.

Noi fragili vasi di vetro
ricolmi d'oro fino, di fichi, di vino,
siamo i remoti figli dell'ignoto.

E abbiamo un motto, un voto:
amore, fede, oblio.



a M.S.
OMINA SUNT ALIQUID


C'è qualcosa di vero nei presagi.
Ti ho sentita vicina questa notte,
quasi in una consuetudine antica,
                       amica mia, morte.

Poi la quiete del sonno.
Prima di salpare
mi sarà concesso di firmare
con Cicerone un motto:
Nemo igitur vir magnus
sine aliquo afflatu divino
                        umquam fuit.



a C.S.
HODIE MIHI CRAS TIBI


Monostatos
commenterai soltanto
la follia sublime
dell'attimo d'Amore
delle nostre rime.

Se il domani è per credere
se l'oggi t'inganna sempre.
Se l'amore è fecondo di miele e di fiele
se la sua realtà è l'illusione,
l'amicizia è come il mare
unisce i luoghi che separa.

Heu, heu, omnia vincit amor
e tu ti sei piegato all'amore


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