DELLA SOLITUDINE

Un vuoto che diventa ragione
di sopravvivere ogni giorno
senza differenziazioni. Accettato
il compromesso delle ingiustizie
universali, chiuso il domani
piú del presente, intorno
a persone senza nome. Lotte
condannate nel concetto prima
di nascere. Responsabili del passo
a ritroso prima di muovervi.
Cercate risultanze che lascino
un modo solo, a chi crede nei problemi
del sopravvivere, dei sopravvissuti.
Noi vogliamo capire. Costretti
alla solitudine del non pensare,
del pensato che condiziona. Solo
i limiti estremi: ricchezza, miseria,
toccano il fondo della nostra inutilità.
Trascinati a vivere dal supplizio
che nega qualsiasi evasione,
pensiero e oensato si distruggono.
Destino di sostituire il pensare
al contesto pensato. Nulla
di presentito senza verità rende
felici: ci toglie il modo e il vedere.
Un correre di immagini dove
l'effetto distrugge il pensare. Ogni
giorno assillanti banali; col vostro
ambizioso progetto di irreali
formazioni, persuasi a togliere ciò
che si sovrappone.
Siamo:
presenti e passati, certi
della nostra solitudine,
la mia voglio sentirla, senza
parlarne, per un moto che diviene
ragione di sopravvivere.