Questo
libro è, più che una raccolta di pensieri,
una galleria di ritratti, genere letterario inconsueto,
il cui legame con Vanni Scheiwiller è quello del
pittore di questi ritratti col modello, preso a base per
effetto di una predilezione.
È potuto avvenire che una poetessa, Annalisa Cima,
prediletta amica dell'editore scomparso, sua autrice, ricca
a detta dello stesso Scheiwiller delle qualità seducenti
per il gusto letterario di lui, abbia composto questa galleria
di ritratti che l'editore risulterebbe quasi aver preveduto,
troppo acuto essendo per non fare i conti con il destino.
Ora, il libro della Cima è uno specchio fedele della
personalità e dello spirito geniale di Scheiwiller,
uomo che di rado avrà l'eguale nella storia dell'editoria
italiana.
Al libro non manca nulla, neppure lo stupore che risponde
con presenza incomparabile al corso fatale di una simile
vita, troppo presto stroncata.
Il pregio di questi mémoires sta nel darci l'espressione
più fedele di Scheiwiller, il suo modo di essere
stato originale come lettore e editore, vorrei dire il suo
stile di vita. E la Cima tenta di trasferire questo stile
di vita nell'aldilà: "Il tuo sonno pullula/
di libri, di nomi,/ di colori/ di vortici che ingoiano le
parole". Ancora: "In una eternità incolore,/
per sentirti vivo,/ ricorderai l'arcobaleno/ delle tue copertine".
Impressioni coloristiche, che nemmeno il buio dell'aldilà
spegne, restano semplici e dirette.
Profonda conoscitrice dei momenti che preannunciano nella
vita di un uomo l'ombra della fine, Annalisa Cima vede l'amico
nell'atto di agire, sa che cosa fa mentre lo fa, incomparabile
testimone.
Si leggano i quattro pensieri con i seguenti incipit: Già
negli ultimi mesi (XIII); A poco a poco volevi (XXII), Ho
ascoltato la tua voce rassicurante (XXIII), Il tuo imminente
destino di morte (XXIV).
Evocato dalla memoria, l'amico compare in figura ossimorica
rispetto al vivacissimo operatore di cultura: "l'immagine
di te seduto,/ stanco, arreso, che con mano tremante/ mi
porgevi un bicchiere". Lo schizzo è disegnato
a tratti netti, di una concisione e sicurezza che abbisognano
di poche parole.
Frequente l'identificazione dell'editore con le sue piccole
creature, i libri: "Ha un suono magnifico/ lo scorrere
delle pagine;/ il suono della tua voce". "S'infiammava
il tuo sguardo/ luccicavano le lenti appannate/ per un piccolo
foglio azzurrino,/ vergato a mano dall'autore".
I pensieri di questo libro aiutano a situare nella sua vita
unica l'amico colto dall'interno, il grande Vanni, il cui
cuore non era lontano dall'essere grande come la forza intellettuale:
"Così la lealtà è diventata/ l'emblema
della tua vita".
Il senso di un mondo interiore e delle sue lucide proporzioni
determina la visione di questa galleria di ritratti di un
uomo indimenticabile, evocato da una memoria liricamente
accesa.