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Annalisa
Cima
G.F. Malipiero a Venezia (prosa)
Occhio magico n. 5,
a cura di Vanni Scheiwiller
con una prosa poetica dellautrice
e uno scritto del Maestro Malipiero
12 fotografie di Franco Bottino.
Allinsegna del Pesce dOro,
Milano 1968 |
A VENEZIA CON MALIPIERO
25 Ottobre
1967
Una Venezia autunnale, quasi sera, un po'
di nebbia: Malipiero ci mostra angoli inediti non ancora rovinati
dal turismo di massa.
"Maestro, mi servono delle sue foto per un ritratto",
già l'amico fotografo si avvicina e scatta, Malipiero indietreggia:
"Retrocedo come la musica contemporanea, e perdo l'obbiettivo
perché detesto farmi fotografare. Non lo volevo spaventare,
ho tentato di colpirlo col bastone istintivamente, dimenticavo
che era con noi. Odio i fotografi e la pittura astratta; ci siamo
già visti?
Lei dipinge?
"
"Sí, astratto. Ci siamo conosciuti ad Asolo."
Sale di corsa i gradini dei ponti, piú cauto, nella discesa,
continua il suo soliloquio:
"Ripeto la frase di un mio libro: "Non ti curar del
popolo, perciocché basta che io piaccia a te e alle Muse.""
Lo boicottano, e quel che è peggio colpiscono la musica
infierendo su di lui.
"Siamo arrivati alla casa che mi ha dato i natali: "Salizada
de la Chiesa o del Teatro"
allusivo, e dove se non qui potevo nascere?
"
"Mi sottopongo alla fotografia di rito
" guarda
ironico, sorridente, pronto al ring
quotidiano, bastone in pugno, noi ammirati spettatori in una Venezia
malinconica, lui combattente fiero e accigliato attacca per difendere
il suo grande amore la musica.
Annalisa
Cima